venerdì 21 agosto 2015

Il dolore può essere arte?

Buonasera lettori!
La volta scorsa ci siamo lasciati augurandoci un 'Buon Ferragosto' grazie alla realtà surreale e misteriosa di Rene` Magritte. E sta volta?! Beh oggi abbiamo deciso di guardare l'arte da un altro punto di vista.
Secondo voi, catturare l'attenzione attraverso l'arte per qualcosa che e' tutt'altro che salutare' funziona?
Pensate solo a come sono cambiati semplicemente i pacchetti di sigarette: ne vengono creati sempre di nuovi, di più belli, di più particolari, di più accattivanti.
Per questo la domanda seguente e': attraverso l'arte cosa si può creare?
Tutto.
Tuttavia l'arte che cosa esprime? La continua ricerca della perfezione, della bellezza pura, del modo in cui esprimere la giusta sensazione, nel cercare la costante attenzione di chi guarda.
La grande forza dell'arte si basa appunto sul lasciare qualcosa, una curiosità, una voglia di acquisirne ancora.
Ecco, i pacchetti di sigarette, la loro estetica rendono proprio questo principio e i grandi monopoli cercano di incentivarne la vendita innovandoli continuamente. 



Basta vedere l'ultima edizione utilizzata dalle Chesterfield, sia rosse che blu, dove i pacchetti prendono le sembianze di tele per accogliere gli schizzi di colore dovuti ai differenti generi musicali che rappresentano. Il rosso, il nero e il giallo esprimono tutta la grinta richiesta dal Rock; Il celeste, il fucsia e l'argento hanno proprio la faccia di chi ama l'Elettro; il blu e il giallo tirano a se` il Drum&Bass.
E tutti questi pacchetti risultano perfettamente armonizzati, perfettamente adatte a chi, oltre che concedersi una sigaretta, ha anche voglia di passarsi il contenitore tra le mani e scorrere con gli occhi le varie strisciate di colore. Anche l'occhio vuole la sua parte, no?! In questo modo l'arte si unisce all'utile, e ciò porta guadagno da entrambe le parti, ma in maniera differente.
Da un lato il guadagno concreto del venditore, dall'altra il guadagno di poter lanciare un piacevole sguardo a ciò che più nuoce alla salute.
Perché considerarla arte?! L'arte e' la manifestazione anche del male. Del dolore, della ricerca di un'emozione passeggera.
La sigaretta cosa e' in fondo?! Voglia di tranquillità. Ecco perché l'estetica del pacchetto rientra in ciò che si può considerare 'espressione artistica'.


Espressione artistica che manifesta anche le emozioni peggiori che un essere umano possa provare.
Molti pittori, disegnatori, fotografi, musicisti e tutti coloro che manifestano nel loro fare quotidiano ciò che provano e sentono, pensandoci, osservando, leggendo, ascoltando, vedendo raffigurati su tela, su carta o anche -perché no- su pelle, provano dolore nell'osservare ciò che la loro mente ha creato; ciò che le loro mani hanno plasmato, ma e' effettivamente questo ciò che porta loro dolore.
Anche nelle sigarette, chi non rimane estasiato nel vedere che hanno cambiato il loro aspetto, qualcosa di nuovo in qualcosa di vecchio, qualcosa di più bello in qualcosa di brutto.
L'arte esprime il dolore provato, ma al tempo stesso la gioia, il senso di liberazione estremo nel raffigurarlo.
Picasso ne e' un chiaro esempio: il 'Periodo Blu' era proprio questo. 


Esso era la rappresentazione concreta delle paure, delle disillusioni, delle angosce e del dolore che risiedevano in un solo uomo.
Ed e' solo da quest'uomo che ci e' arrivata una quantità di quadri che si son aggiunti a tutti quelli di coloro che mantengono viva la nostra storia. Il dolore e' parte di questa storia, della storia di Picasso, della storia di ognuno di noi.
Disegnare, per Pablo, era uno sfogo, era un ricordarsi quelle esatte sensazioni provate nel momento stesso in cui si ha sofferto. Era una fotografia da poter riguardare, anche a distanza di tempo, con la sicurezza che avrebbe riportato alla mente quei mali che lo avevano fatto cadere in quel baratro di mere emozioni.
Per noi, per altri, il dolore si può esprimere col fumo, col disegnare nell'aria le mancanze, passandosi tra le mani questi pacchetti. Sempre nuovi, più accesi, più vicini, quasi a conforto del male dell'uomo.
Il paragone tra fumo e arte, tra dolore rappresentato e meraviglia nel vederlo portano proprio a concepire l'arte come mezzo a 360 gradi in grado di potersi accostare a qualsiasi cosa, rimanendo sempre in armonia con l'insieme e in grado di lasciare un messaggio, a volte chiaro, a volte avvolto nel mistero.
Vi lasciamo con questa riflessione venutaci oggi durante una tranquillissima 'pausa sigaretta' e ci scusiamo per essere usciti cosi' tardi, ma siamo state abbandonate dalla connessione per alcune ore e in più il computer ha anche deciso di prendersi una pausa lunga quanto un giubileo..
Alla prossima ragazzi!

Silvia Bottero, Claudia della Monica



Robin Williams: the Top 10.

Robin Williams.        

Quanti di noi conoscono questo nome.
E vi prego, non sia mai che vi salti in mente l'immagine dell'ex cantante dei Take That.
No.

Rimembrate? Quel personaggio costantemente presente nella vita di tutti noi partendo dai primi ricordi d'infanzia legati al mondo del cinema e della televisione (oltre a Tonio Cartonio e la Melevisione , si. Accannate co 'sta roba su.).
Parliamo dell'attore tragi-comico più talentuoso mai conosciuto.  Proprio lui, che possedeva il "dono", come ci piace definirlo, una rara capacità di far sbocciare, col suo estro e la sua passione, la risata più spontanea e sincera nelle persone.
Un vero e proprio contagio, comunicando il suo essere attraverso i suoi vari ruoli interpretati.
Buffo, autentico ed eccentrico, questo è il nostro ricordo dell'uomo che, ammettiamolo dai, ha impersonificato anche il ruolo di uno zio bizzarro e giocoso per tutti noi.


Ad un anno dalla sua morte, celebriamo la sua  memoria attraverso una classifica ( non di certo esaustiva ) dei 10 migliori film di uno degli attori più famosi e apprezzati dell’ultimo ventennio.

10. Jumanji ( 1995)
Diretto da Joe Johnston  racconta di  due ragazzi (interpretati da Kristen Dunst e  Bradley Pierce) che trovano un gioco da tavolo magico, ma durante il gioco rilasciano un uomo intrappolato per decenni in esso e una serie di pericoli che possono essere fermati solo se si finisce il gioco. Film che insieme Mrs. Doubtfire hanno segnato la nostra infanzia , e che grazie all’imprevedibilità delle situazioni e alla comicità di Robin lo rende perfetto per tutta la famiglia.

9. Mrs. Doubtfire (1993)
Uno dei film più famosi e che più di tutti ci ha fatto amare Robin Williams , racconta di  come dopo un divorzio piuttosto turbolento , il padre Daniel ( interpretato da Robin Williams) si traveste da tata per trascorrere più tempo con i suoi figli. Un film perfetto sia per i bambini che per le loro famiglie , una commedia che alterna momenti esilaranti ( vi ricordate la scena con l’assistente sociale ? ) con momenti seri e problematici , supportata da una sceneggiatura delineata in modo tale da non rendere il tema del divorzio troppo pesante agli occhi dei bambini .

8.Hook – Capitan Uncino (1991)
Diretto da Steven Spielberg , troviamo un Robin Williams nel ruolo di un Peter Pan un po’ troppo cresciuto che ritorna sull’Isola Che Non C’è  per recuperare i suoi figli rapiti dal cattivissimo Capitan Uncino. Una favola d’infanzia , che riserva agli adulti un’importante lezione di vita ,  quella di non smettere mai di essere bambini.

7.La leggenda del Re Pescatore (1991)
Alla regia troviamo Terry Gilliam che dirige un Robin nelle vesti di un barbone vittime inconsapevole di un ex Dj radiofonico interpretato da Jess Bridges. Un film diverso dal solito , incentrato sul tema dell’amicizia importante per superare momenti di sconforto. Tuttavia temi così realistici vengono affiancati ad un mondo fiabesco tipico di Gilliam.

6.Good Morning Vietnam (1987)
In questo film Robin William interpreta  il ruolo di un irriverente  conduttore radiofonico inviato a Saigon per risollevare l’umore delle truppe americane impegnate nella guerra del Vietnam. Un mix di sarcastiche battute e provocazioni il tutto accompagnato da una buona dose di rock’n’roll. Non resta che dire “Goooood Morning Vietnaaaaam! Ehi, non è una prova questa, questo è rock-n-roll! ’’

5.L’uomo bicentenario (1999)
Racconta di un robot di nome Andrew acquistato per svolgere i compiti più umili che per colpa di un incidente inizia ad acquisire e a provare le emozioni. Accolto non molto bene dalla critica , questo film ci regala delle scene degne di essere ricordate per l’immensa umanità di Andrew. Un personaggio in continuo conflitto tra mortalità e immortalità , perfetto per Robin Williams.

4. Patch Adams (1998)
Ambientato negli anni ‘70 racconta di un medico Hunter Doherty "Patch" Adams che porta avanti un nuovo tipo di terapia tra le corsie dei reparti , la terapia del sorriso. Tratto da una storia vera , ancora una volta Robin Williams riesce a non deludere le attese e a dare vita ad un personaggio incantevolmente malinconico.

3.Will Hunting – Genio Ribelle (1997)
Capolavoro di Gus Van Sant , sceneggiatura scritta da Matt Damon e Ben Affleck e con protagonista Robin Williams ,vincitore di due premi Oscar , altro da aggiungere? In questo film Robin interpretava un ex-psicanalista , che decide di ricominciare ad esercitare per risolvere il caso di un giovane ribelle con problemi di comportamento . Uno dei migliori film mai realizzati , una finestra aperta sui meccanismi distruttivi della nostra mente.

2.L’Attimo Fuggente (1989)
“Oh Captain! My Captain!“. Ogni volta che sentiamo o leggiamo questi versi di Walt Whitman è impossibile non ricollegarli all’emozionante e famosissimo film L’Attimo Fuggente. In un severissimo collegio maschile nel 1959 viene nominato un nuovo professore di letteratura ,John Keating. Fin da subito sovverte l’insegnamento tradizionale per  portare avanti invece un metodo di studio completamente nuovo , che riuscirà ad infondere l’amore per la poesia e una grande fiducia nelle capacità di questi studenti. L’Attimo Fuggente è una pellicola che fa emozionare e riflettere , ma che soprattutto critica questa società che punta ogni giorno a soffocare i nostri sogni e le nostre libertà.

1.Al di là dei sogni (1998)
Chris e Anne sono una bellissima coppia , hanno tutto, benessere, due splendidi figli. Un incidente però li porterà via da loro, dando inizio ad un susseguirsi di tragedie. Infatti morirà anche Chris e Anne non sopportando il dolore deciderà di togliersi la vita. Chris riuscirà ad andare in paradiso mentre lei per colpa del suo atto dovrà andare all’Inferno , ma l’amore di Chris riuscirà a farli rincontrare e a salvarla.Un film amaro e duro, ma che tuttavia ci regala momenti commoventi e di grande valore.

"Ti viene data solo una piccola scintilla di follia. Non devi perderla."

- Maria Torromeo e Marina d' Avello



martedì 18 agosto 2015

Le sfumature dell'amore, in 10 differenti canzoni italiane

- Amore, con la A maiuscola: Franco Battiato, 'La cura'.
Canzone importante, che ha fatto la storia e, assolutamente senza tempo. Da dedicare ad un/una fidanzato/a, una moglie o un marito, oppure ad un/una figlio/a, una mamma, un papà... Il testo fa venire i brividi per le parole bellissime, la melodia è in armonia con ciò che trasmettono le parole e... Questa canzone merita assolutamente la prima postazione.
''Non hai fiori bianchi per me? 
Più veloci di aquile i miei sogni,
attraversano il mare. 
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. 
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, 
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. 
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.'' 

- Amore a metà: Marina Rei, 'Cuore a metà'.
Chi, meglio di Marina Rei, può raccontare un amore così turbolento? Lei,divisa fra due amori, la sua voce unica ed insostituibile, ed un testo che ruba il cuore, e che neanche ha bisogno di essere spiegato... Basta chiudere gli occhi, ed ascoltarlo.
''E mi confondo,
tra tanta gente la gente che c'è. 
Sono qui e piango,
sono qui, e piango con l'anima mia. 
Sono, ma non sono più la stessa? 
Dimmi chi sono! 
Sono, chi sono? Io senza te...'' 

- Amore materno: Elisa Toffoli, 'A modo tuo'.
Non c'è canzone che possa far più commuovere. Sarà per la voce di Elisa, per il video o per il testo che arriva dritto al cuore... L'amore di una madre e la crescita progressiva di una figlia, raccontati in 3 minuti di canzone.
''Sarà difficile 
lasciarti al mondo, 
e tenere un pezzetto per me,
e nel bel mezzo del 
tuo girotondo 
non poterti proteggere.
Sarà difficile, 
ma sarà fin troppo semplice, 
mentre tu ti giri, 
e continui a ridere...'' 

- Amore finito: Mina, 'Ancora, ancora, ancora'.
Con la bellissima voce di Mina, e il meraviglioso testo, questa canzone è in assoluto la migliore che racconta un amore finito, e la disperazione di una donna ancora innamorata, che chiede 'ancora'...
''Io ti chiedo ancora,
la tua bocca ancora,
le tue mani ancora, 
sul mio collo ancora, 
di restare ancora,
consumarmi ancora, 
perchè ti amo ancora, ancora e ancora...''

- Amore infelice: Mia Martini, 'Minuetto'.
Amore di una donna non corrisposto, raccontato da una voce che ha fatto la storia della musica italiana, ed un pianoforte che accompagna testo e voce, creando una melodia perfetta per questa canzone.
''Rinnegare una passione no, 
ma non posso dirti sempre sì, e sentirmi piccola così, 
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te. 
Troppo cara la felicità, per la mia ingenuità. 
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...'' 

- Amore felice: Arisa, 'Meraviglioso amore mio'.
Quale miglior canzone può raccontare un amore felice? Con la straordinaria e limpida voce di Arisa, questa canzone toglie il fiato, soprattutto se fatta con voce e piano.
''Meraviglioso amore mio,
meraviglioso come un quadro che ha dipinto Dio, 
con dentro il nostro nome...
Meraviglioso amore mio, 
bisogna averne cura 
stringiti forte su di me 
così non ho paura mai.''

- Amore libero: Tiromancino, 'Liberi'.
In genere non mi piacciono i video delle canzoni che ascolto, eppure il video di questa canzone mi ha fatta rimanere con gli occhi incollati allo schermo. Bellissimo il video, le parole, la melodia 'leggera e libera' che accompagna la voce di Federico Zampaglione.
''Ora che siamo liberi così,
di sceglierci ogni volta invece che,
lasciare troppe cose già decise, 
a scegliere per noi. 
Che siamo liberi da qui 
di lasciarci andare e poi 
riprenderci,
perché l'amore non finirà 
se è anche libertà!''


- Amore acerbo: Anna Oxa, 'Quando nasce un amore'.
Meravigliosa e storica canzone, non mi stanca mai. L'estensione vocale di Anna Oxa in questa canzone fa venire i brividi ed entra nel cuore. Assolutamente perfetta per descrivere un amore appena nato, ed appunto, acerbo.
‘Ed è come un bambino che ha bisogno di cure 
devi stargli vicino devi dargli calore,
preparargli il cammino,il terreno migliore, 
quando nasce un amore, un amore.''

- Amore spezzato: Negramaro, 'Sei'.
La voce di Giuliano Sangiorgi + melodia lenta e triste + testo mozzafiato = canzone per eccellenza nei momenti di 'depressione'.Questa canzone descrive alla perfezione un amore finito, e la tristezza di una persona che non riconosce più quella con cui stava.
‘Ehi vuoi ascoltarmi,
ho ancora altre facce da indossare tu chi sei,
non mi assomigli tra quelle che ho cucito 
e non ricordo più chi sei,
tu sei,non sei,più quel che eri un tempo
e ora sei quel che c'è,
di diverso da me.''

- Amore eterno: Ligabue, 'Tu sei lei'.
Canzone che ha appassionato milioni di persone la scorsa estate, ed ancora si canticchia il ritornello appena si sente alla radio. Bellissima e perfetta da dedicare alla 'Lei', con cui si vuol passare il resto della propria vita.
‘E mi hai salvato tante volte,
da qualche tipo di altra morte,
andando dritta sulla verità.
E mi regali un altro giorno 
in cui sembra tutto fermo 
ma tutto si trasforma,
tutto si conferma.
e lasci in giro il tuo profumo 
come a dirmi "io ci sono" 
come a dirmi "sarò sempre qua!''

Spero vivamente che questo articolo vi sia piaciuto ragazzi! Lasciateci un commento, quì sotto!
- Ludovica Viola

domenica 16 agosto 2015

A.A.A. Cercasi: voglia di confronto.

Abbandono per oggi la cronaca in favore d'una richiesta di confronto.
Quando da queste parti si dice di 'proporre' s'intende di prendere parola ed esprimersi liberamente.

- Antonio Gramsci (spunti di riflessione)
Avremo tutta la vita per stare a sentire notiziari pieni di disgrazie che accadono ogni giorno, e centinaia d'ore da usare per chiuderci su un film che proclama una teorica e fantasiosa apocalisse che si occuperà di metterci ansia, ma per noi sapremo avere tempo? Pensando anche a questo, è nato il blog. Per il troppo poco tempo che realmente abbiamo da dedicare a chiederci il "perché" di alcune cose. E per la voglia di aver risposte. Vere. O per lo meno di riceverne da chi è aperto al confronto.
Quando le persone che hanno scritto e pubblicato durante questa settimana, hanno saputo del progetto erano entusiaste di poter dire la propria e sentire quella di altri.
Quel che ci chiediamo è: c'è realmente vento di cambiamento?! E chi affiderebbe il compito di 'cambiare' a dei ragazzi?
Beh, a mio parere noi stessi.


Gramsci disse: odio gli indifferenti. Mi ispiro a lui per qualche istante.
Non dobbiamo essere indifferenti, non credete? Qualunque sia il nostro pensiero, perché non esprimerlo! Un uomo qualche settimana fa si è premurato di ricordarmi che  la nostra maggiore risorsa siamo noi stessi... E in effetti perché non contare su di noi, prima di tutto, e cercare di costruire una nostra criticità? 
Jean François Marie Arouet, meglio noto con lo pseudonimo di Voltaire scrisse: "potrò disapprovare ciò che direte, ma difenderò fino all'ultimo il vostro diritto di dirlo."
Te lo diciamo noi è anche, e soprattutto, un baluardo di difesa di un diritto che sempre più sembra essere sulla via del disconoscimento.
La libertà di SAPERE, CAPIRE e PARLARE.
Rmetto a voi il compito di criticare ciò che ho considerato o d'esprimervi in favore di queste considerazioni.

- Alessandra Bartolomei.








sabato 15 agosto 2015

Itinerario nell'arte - Renè Magritte

"Non dipingo: utilizzo oggetti che hanno l'apparenza di quadri, perché il caso ha fatto sì che questa forma espressiva convenisse meglio ai miei sensi." (René Magritte)


René Magritte è stato uno dei massimi esponenti del Surrealismo. Pittore belga le cui opere hanno sempre ostacolato l'interpretazione dei più celebri critici dell'arte.
Spesso, specialmente i volti coperte da lenzuola, sono state ridotti a semplici traumi psicologici dovuti al ritrovamento del cadavere della madre nel fiume Sambre.
Tuttavia l'intera produzione dell'artista punta sul rappresentare la realtà mettendone in dubbio la veridicità. Egli allude al tutto come mistero e non intende definirlo.
Parla del concreto ricollegandolo all'astratto.

Intendiamo dedicare la settimana che si prospetta a René Magritte in quanto, spesso e volentieri, siamo i primi a rimaner intrappolati dal dubbio e dal mistero che permea la nostra, non sempre, limpida esistenza.

Quest oggi l'opera che andremo a trattare sarà la seguente...


Les Amantes


Il quadro raffigura due amanti che si baciano appassionatamente, con le teste coperte da un panno bianco che impedisce loro di vedersi e comunicare, suscitando una certa inquietudine e angoscia. La scena è poi completata da uno sfondo fortemente contrastato di tona blu e dalla cornice classicheggiante che riveste la rossa parete, riportando agli occhi i tempi antichi.
I due lenzuoli sono resi con un abile uso dei chiaroscuri e sono fonte di luce dell’intera opera. La composizione è equilibrata sia dal punto di vista geometrico che plastico, anche attraverso il rapporto che il pittore crea tra il rosso del muro e il rosso della camicia della donna. Questo rosso che spicca, però sempre in secondo piano rispetto alla luce del bianco dei lenzuoli, richiama il rosso del sangue e quindi della morte (riferimento al suicidio della madre).
Tra le due figure quella più emblematica è la figura maschile: giacca scura, camicia bianca e cravatta, semplice e ordinata, che alla vista non resta impressa. Un soggetto qualunque. Magritte rappresenta di continuo individui anonimi con il volto coperto, o addirittura senza volto, senza un’identità che li caratterizzi. Questo bacio fra i due amanti è un’immagine che parla di morte e di impossibilità di comunicare. Nascosti dietro i loro sudari, si scambiano un amore muto incapace di un linguaggio diverso da quello del corpo, esprimendo una forte passione nonostante la mancanza di dialogo. Possiamo considerarlo il “bacio della morte”? Un bacio tra due defunti, o in procinto di essere tali? Privati dei sensi della vista e del tatto, dell’esperienza sensibile, agli amanti è vietato di conoscersi.
Ciò che vuole mostrare l'artista, vedendolo in chiave nettamente romantica e ottimista, è la straordinaria capacità dell'amore di saper andare oltre le apparenze. Sapersi cibare dell'essenza stessa dell'amato senza dover tener conto in toto delle sue sembianze fisiche. L'amore di cui si fa portavoce Magritte è un amore platonico, quasi al pari di quello di Dante nei confronti dell'angelica Beatrice, o di Leopardi per la bella e puerile Silvia.
Prendendo spunto da questo capolavoro, anche fotografi si sono cimentati in rappresentazioni in chiave moderna dell'opera, sempre però tenendo bene a mente il messaggio di cui essa è portatrice.





L'idea di fotografare due giovani di fronte al mare sembra voler sottolineare la purezza e l'innocenza che si cela dietro il gesto stesso del bacio. Essi stanno racchiudendo in questo attimo tutta la potenza che può assumere l'atto visto nel suo assoluto.
Oppure troviamo rappresentazioni in cui il richiamo al quadro è evidente e ben chiaro, come ad esempio:





In quest'opera, chiaramente utilizzata per render vivo il quadro di Magritte, si può notare che i due amanti non son stati fedelissimi nel far prendere vita al quadro, dal momento che la donna non indossa il tipico vestito scarlatto e i panni che coprono i volti sono rossi. Sarà un chiaro riferimento a quella corrente che metteva il suicidio della madre dell'artista come fonte primaria di ispirazione?!
Fatto sta che non riescono a trasmettere appieno ciò che il quadro in sé e per sé dice realmente. Sebbene ciò, vediamo come la donna sembri star rivelando i suoi sentimenti all'uomo in questione, perciò quello che voleva sottolineare colui che ha ideato questa fotografia è proprio l'imbarazzo nel voler rivelare i propri sentimenti per la paura di un rifiuto.
Chi non ha mai avuto paura di essere rifiutato?
Ma l'influenza del maestro del dubbio è stata apprezzata anche da giovani e bambini. Numerose son le braccia che fanno da tela per questo meraviglioso quadro e, altrettanto numerosi, sono i disegni maldestri dei bambini che cercano di cimentarsi nel ricostruire questi due 'innamorati col cappuccio'.





Chissà a chi appartiene questo tatuaggio, eppure è portatore di un grande messaggio: "L'arte non è solo formata da pennello e tela, ma anche da pelle e macchinetta nel momento stesso in cui tu ti senti arte. Questo perché anche tu, nel tuo piccolo, sei una tela bellissima da poter riempire di storie, immagini, segni. TU SEI ARTE."







Concludiamo con questo il primo articolo dedicato ad uno degli artisti che più ammiriamo, un caldo abbraccio e, nel caso abbiate voglia di vedere qualcosa che particolarmente vi sta a cuore inerente all'argomento, non esitate a chiedere!

Silvia Bottero, Claudia della Monica

mercoledì 12 agosto 2015

Gli artisti siamo noi.

"Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale."

(Marcel Proust)



Se la storia dell'uomo fosse scandita dall'arte, sarebbe più facile impararla.
Sarebbe più semplice sentirla propria. Sarebbe meno difficile trovare il proprio posto nel mondo e, magari, ci si armonizzerebbe con un insieme e la paura della solitudine sarebbe una piccola sfumatura all'interno della nostra esistenza.
Sarebbe umano viverla tutta.
Un bel quadro da guardare, una linea del tempo dipinta su una tela di ricordi, di bei ricordi.
Eppure la storia la fanno gli uomini, i vincitori, coloro che cancellano altri uomini. Coloro che vincono, coloro che eliminano la storia di altri.
Così facendo dimentichiamo.
Dimenticare, senza ricordare.
E ci si perde, i colori svaniscono, le storie passano e cambiano e, lentamente, diventiamo meno pieni, più scuri, meno umani.
"Art is a way of survival" perché ha lo scopo di tenere accesa la nostra memoria, il nostro essere, la nostra storia.
Ed è la storia che ci identifica. Ed è l'arte che ci rende vivi.
Ecco perché l'uomo, per sentirsi tale, ha bisogno di creare.
Necessita di dare sfogo alla propria creatività inondandone la realtà che lo circonda. Lasciando un segno, una foto della propria storia. Una pennellata di sé sulla tela della vita.
Potenzialmente tutti siamo artisti, inconsapevolmente tutti siamo uomini e abbiamo quest'istinto e desiderio di essere ricordati.
Tenendo a mente ciò, noi, Silvia Bottero e Claudia della Monica, ci occupiamo di questa sezione: "Arte". Vogliamo scoprire con voi i segreti, ascoltare le dichiarazioni, curare le sofferenze dei quadri, degli artisti, delle foto che riempiono la nostra memoria storica.
Desideriamo dedicarvi una sezione interattiva in cui poter dire la vostra opinione, chiedere voi cosa avete voglia di vedere.
Inoltre se avete disegni, foto, voglia di dire la vostra potete contattarci alla e-mail dedicata a voi lettori: telodiciamonoipress@gmail.com

Vogliamo indire "La settimana dell'artista" per rendere giustizia al ricordo di quei quadri o artisti che nessuno ha mai sfiorato con gli occhi.
L'arte non cancella i dolori, l'arte non elimina la sofferenza, l'arte non esaudisce i desideri, ma resta accanto cercando di risultare cura essenziale per la vita.

Silvia Bottero, Claudia della Monica

martedì 11 agosto 2015

Qui si scherza molto seriamente..!

borgo di montagna, Carinzia
Partito tutto come una mini reinterpretazione più 'pura' dell'informazione che vuole essere d'impatto sui giovani e averli come protagonisti, "Te lo diciamo Noi" si fa pian piano più serio a partire dalla grafica, si, ma soprattutto negli argomenti trattati e da trattare mantenendo l'originario desiderio di FAR SAPERE e di CONFRONTARSI: oltre alla cronaca quindi, e al cinema e alla musica,
st. peter, spittal an der drau
ineditamente per i nostri amici e lettori, la redazione informa tutti di prepararsi allo spettacolo dei paesaggi mozzafiato dell' Austria e al relativo articolo su di essi.
Perché? Perchè su Vienna sarebbero bravi tutti, ma per quel che riguarda i borghi austriaci, beh, ci pensiamo noi.
In missione: la nostra illustratrice e seconda curatrice delle recensioni cinematografiche.
la scelta deriva dal fatto che oggi, parlare di disgrazie è 'semplice' ormai, e allora?! Allora troviamo ciò che di bello c'è da trovare! 
E nel frattempo domani è la volta, la prima, dell'angolo letterario!
Stay tuned! Te Lo Diciamo Noi vi aspetta!


- Alessandra Bartolomei